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Progetto Jonathan - IndesitIl Progetto Jonathan nasce nel 1998 dall'incontro di due realtà molto diverse tra loro per finalità e obiettivi:
1. L'Associazione Jonathan onlus che rappresenta il mondo dell'intervento sociale a favore dei minori dell'area penale ed a rischio, principalmente attraverso una propria strategia di accoglienza nelle sue comunità residenziali
2. Indesit Company che rappresenta il mondo del lavoro e della produzione di beni di consumo.
Questo incontro ogni anno consente a 10 ragazzi e ragazze dell'area penale interna e esterna o a ragazzi in condizione di rischio di accedere a concrete opportunità lavorative con l'assunzione a tempo determinato (in media 8/10 mesi contratto metalmeccanico primo livello retributivo), presso gli stabilimenti INDESIT - ARISTON di Fabriano (An), Teverola-Carinaro (Ce).

La collaborazione avviata tra l'Associazione Jonathan e la Indesit Company è regolamentata dalla stipula di una convenzione dove le parti si impegnano sui seguenti punti:
La Indesit Company si impegna a:
_-assumere a tempo determinato nr. 8 ragazzi/e e 2 operatori con compiti di tutor
-effettuare incontri d'equipe con i responsabili dell'associazione per le verifiche periodiche sull'andamento del progetto secondo le seguenti modalità: per il primo mese due verifiche; per i successivi mesi una verifica a scadenza mensile
L'Associazione si impegna a:
- presentare per ogni ragazzo una scheda di partecipazione
- non sostituire durante il progetto i ragazzi che decidono di recedere il contratto
- ritirare come da CCNL i ragazzi che non dovessero avere un comportamento conforme ai doveri aziendali ed all'organizzazione del lavoro
- consegnare alla fine del Progetto una relazione conclusiva sull'andamento dell'esperienza
- scegliere oculatamente i ragazzi per garantire il rispetto degli impegni sottoscritti e la riuscita del progetto. La selezione dei ragazzi viene effettuata utilizzando i seguenti criteri:
a. Il ragazzo deve essere collocato nella comunità "Jonathan", "Colmena" o "Oliver" (strutture fondate e gestite dall'Associazione Jonathan) o dimesso dalle stesse comunità. In tal modo l'equipe dell'Associazione garantisce sempre, per conoscenza diretta del caso, l' affidabilità e la serietà del ragazzo. In alternativa, il ragazzo deve essere segnalato all’Associazione dai SS.SS. del Ministero o dai SS.SS.TT. che ne seguono il caso
b. Il ragazzo dell'area penale deve dimostrare desiderio di cambiamento rispetto ai suoi pregressi stili di vita come principale motivazione personale.
c. Nel caso dei ragazzi segnalati dall'esterno i punti a. e b. sono garantiti dai servizi che segnalano il giovane che devono assicurare partecipazione e sostegno per tutta la durata del progetto.
d. Dove è possibile si tenta il coinvolgimento e la partecipazione delle famiglie.
Ulteriore elemento di garanzia di successo del Progetto è la figura dell'operatore con compiti di tutor. Ai ragazzi, divisi in due gruppi, viene affiancato un tutor anch'egli assunto dalla Indesit il quale svolge il compito di accompagnamento e di sostegno per i ragazzi nonché di raccordo tra le due organizzazioni coinvolte nel progetto. Questa figura è di fondamentale importanza fin dalla fase di preavviamento al lavoro, momento in cui i ragazzi hanno bisogno di aiuto nel disbrigo delle pratiche amministrative e sanitarie per l'idoneità al lavoro.
A dieci anni dall'avvio del Progetto Jonathan hanno usufruito dell'opportunità di essere inseriti nel mondo del lavoro più di 80 ragazzi di cui 10 sono stati assunti con contratti a tempo indeterminato categoria metalmeccanici negli stabilimenti del polo industriale dell'Indesit di Teverola e Carinaro (Ce).
Nel 2004 il Progetto Jonathan ha registrato un'importante innovazione. La partecipazione del Ministero del Lavoro - Italia Lavoro ha reso possibile esportare il "modello Jonathan" nelle marche Fabriano (An) con la formula dei tirocini formativi. In tal modo un gruppo di ragazzi e ragazze dell'area penale ed a rischio sono stati inseriti negli stabilimenti dell'Indesit di Fabriano.
Diversi sono stati gli interrogativi posti quando è stata formulata la proposta di ampliare il "Progetto Jonathan". Il primo interrogativo riguardava la riproducibilità del modello utilizzato in questi anni; il secondo la possibilità di reperire e motivare un gruppo di ragazzi tra loro "diversi" per sesso, storie personali, nucleo familiare d'appartenenza, provenienza; il terzo punto era relativo alla lontananza geografica e affettiva e al nuovo ambiente sociale d'accoglienza.
Nella fase di preparazione questi aspetti sono stati affrontati e sono state individuate risposte ai singoli interrogativi. Per far fronte alle difficoltà prospettate si è lavorato sulla costruzione del gruppo dei ragazzi e gli stessi sono stati sostenuti in tutte le fasi del Progetto dalla figura dell'operatore-operaio tutor (figura preziosa nel raggiungimento dei risultati prefissati) il quale è stato affiancato nel suo compito dai referenti del progetto dentro e fuori la fabbrica negli incontri di verifica che si sono avuti in questi sei mesi per rafforzare il gruppo e le motivazioni individuali.
L'ambiente in cui si è svolta l'attività formativa e lavorativa è stata non solo la fabbrica ma anche l'agriturismo che li ha ospitati, ricco di stimoli positivi, le relazioni sociali e personali, il senso di sicurezza dell'organizzazione lavorativa, l'equità del trattamento retributivo. Queste circostanze hanno inciso positivamente migliorando la stessa percezione della lontananza dai propri luoghi d'origine e dagli affetti.
Ci sembra quindi di poter concludere che questa sperimentazione non solo è fattibile ma garantisce un ottimo livello di risultati in termini di formazione e crescita personale.
In ogni processo formativo la qualità dell'integrazione tra i soggetti che lo costituiscono (promotori e fruitori) è il dato che permette di stabilire ciò che veramente è avvenuto. Poiché la formazione è comunque un processo prima che una prassi ci sembra corretto riportare il punto di vista dei ragazzi che rappresentano la parte principale del suddetto processo. Da parte di tutti è stato espressa piena soddisfazione sia per ciò che concerne i contenuti (crescita professionale e personale) sia per le modalità con cui è stata svolta la sperimentazione (sostegno, coinvolgimento emotivo e relazionale).
In concreto e al di là delle parole il dato fondamentale e quello di aver ridato fiducia e concrete opportunità a un gruppo di ragazzi a rischio di esclusione sociale.
Terminata la fase dei tirocini formativi dal 23 agosto 2004 il "Progetto Jonathan" è continuato con la formula dei contratti a tempo determinato. Questa evoluzione in positivo è stata resa possibile in quanto ai promotori iniziali si è aggiunta la Man Power, un' agenzia interinale di Fabriano che ha messo a disposizione due appartamenti dove hanno alloggiato i ragazzi nei sucessivi quattro mesi del progetto.