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Progetto Jonathan - Vela

In barca a vela per riscoprire i valori della disciplina, del rispetto delle regole e dell'altro, della civile convivenza, delle proprie responsabilità: ecco la «vela solidale»...

..quella che per una settimana sperimenteranno i ragazzi dell'area penale in misura cautelare o in messa alla prova, ospiti della comunità Jonathan che ha strutture residenziali a San Vitaliano, Scisciano e Marigliano. Il progetto sperimentale, della durata di una settimana, è realizzato in collaborazione con Ischia Casa della vela e si avvale del contributo di due pedagogisti. Un progetto, fanno rilevare Enzo Morgera e Silvia Ricciardi, della comunità Jonathan, che è uno strumento di crescita e che sarà proposto successivamente come vero e proprio metodo per una maggiore consapevolezza di sé, dei comportamenti, delle emozioni e dei pensieri. Perché l'andar per mare, fanno rilevare Andrea e Luisafrancesca Proto, responsabili di Ischia Casa della vela può diventare una delle più grandi lezioni di vita, una occasione unica per sperimentare la dimensione del gruppo che diventa equipaggio.

Famiglie disgregate alle spalle, bassa scolarità, spesso problemi con la giustizia per rapina e spaccio, gli ospiti di Jonathan si lanciano entusiasti in un'avventura che è soprattutto incontro con l'altro. Lo stage velico, della cui logistica è si fa carico Kate Ryan, prevede una fase iniziale di conoscenza dei ragazzi e del loro ambiente di vita presso la comunità con i pedagogisti Alessia Caricato e Alessandro Castelli. Diversi gli strumenti di raccolta che saranno utilizzati: Diario di bordo, questionari di ingresso e di uscita, filmati, fotografie. E la vita insieme, si sottolinea, è caratterizzata dalla collaborazione e condivisione delle attività quotidiane anche nei momenti di vita per così dire domestica.

La giornata tipo? Sveglia alle sette, ginnastica, colazione, attività marinaresche di base, attività velica, preparazione cena a bordo e pernottamento in rada nei giorni in cui è prevista questa eventualità; naturalmente il programma prevede sparecchi tavola e rassetto oltre ad attività ludiche. La vela come strumento e modello pedagogico, ricorda Silvia Ricciardi, in Europa è già una realtà collaudata e utilizzata per contrastare le diverse forme di disagio; in Italia solo di recente si è cominciato a riflettere sulla possibilità di ricorrere alla vela nei processi di sviluppo e di sostegno alle diverse forme di difficoltà ambientali e familiari che coinvolgono tanti ragazzi. Il via a questa nuova forma di intervento sociale con il protocollo di intesa sottoscritto in quest'anno dal Dipartimento della Giustizia minorile con l'Unione italiana vela solidale.

Lo stage velico si inserisce, dunque, nell'ottica di una ricerca di strumenti nuovi che possano rendere meno difficili gli interventi educativi stabili e strutturali; quegli interventi, cioè, che possano lasciare «tracce visibili», oltre che durature,dell'incontro con i ragazzi che sono accolti nella comunità. Tracce che hanno come fondamentale punto di partenza i temi del rispetto e della fiducia nell'altro. Ma anche, si evidenzia, la promozione dell'autostima personale, grazie alla realizzazione di un obiettivo arduo che l'impegno e la determinazione hanno reso possibile.

Progetto Jonathan Vela I Edizione 2009/10 (Ischia Casa della Vela)

Progetto Jonathan Vela II Edizione 2010/11 (Circolo Savoia)

Progetto Jonathan Vela III Edizione 2011/12 (Marina Militare)

Progetto Jonathan Vela IV Edizione 2012/13 (Mascalzone Latino)

Progetto Jonathan Vela V Edizione 2013/14 (Circolo della Vela)

Progetto Jonathan Vela VI Edizione 2014/15 (Circolo della Vela)

Progetto Jonathan Vela VII Edizione 2015/16 (Circolo Canottieri Napoli)